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Sì, cambiare! Come rispondere alle difficoltà

2021-01-31 10:55

Patrizia Di Marco

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Sì, cambiare! Come rispondere alle difficoltà

Di fronte alle difficoltà non è facile reagire ed adattarsi positivamente, ma questo diventa possibile con un nuovo tipo di mentalità

Quasi un anno fa ci siamo ritrovati a fare i conti con l’arrivo del Covid-19, un evento avverso ed inaspettato, che tuttora influenza le nostre vite e ci mette costantemente alla prova. Molte sono state le emozioni provate, e certamente non è stato facile accettare ed adattarsi ai cambiamenti imposti dall'emergenza sanitaria. Abbiamo provato paura, preoccupazione, ansia, agitazione, incertezza; una moltitudine di stati d’animo dovuta alle restrizioni imposte per prevenire il contagio e allo sconvolgimento delle nostre abitudini, nonché alla perdita di molte sicurezze. 

 

In un periodo come questo, caratterizzato da forti incertezze, può essere difficile riorganizzare positivamente la propria vita, eppure non è impossibile. Come possiamo farlo?

 

Partiamo da un assunto imprescindibile: non è la difficoltà in sé a determinare il successo o il fallimento, bensì il nostro modo di reagire agli ostacoli. È il nostro approccio ai problemi, il modo con cui valutiamo una certa situazione e le azioni da mettere in atto che influenzano la nostra capacità di adattamento. Diventa quindi fondamentale avere una mentalità positiva e predisposta al cambiamento, pronta cioè a distaccarsi dalla cosiddetta zona di comfort, per arrivare ad una trasformazione adattiva. 

 

Una simile mentalità rende possibile trovare delle opportunità di crescita nonostante situazioni avverse, ma di rado quest’ottica risulta naturale ed intuitiva. È raro che la prima reazione di fronte ad un ostacolo sia quella di pensare al lato positivo della situazione e a come sfruttarla per crescere e migliorare, ma è proprio questo l’obiettivo, ovvero creare quella forma mentis che renda possibile adattarsi in maniera produttiva ed efficace. 

 

Per arrivare a questo obiettivo, il primo passo è quello di accettare l’evento avverso e le sue conseguenze. Fare i conti con l’incertezza e la complessità, nonché con la miriade di emozioni, stati d’animo e frustrazioni che ne derivano, permette di tollerare la situazione e trovare la forza di reagire positivamente, mettendo in atto quei cambiamenti che rendono possibile il riadattamento della propria vita alla situazione attuale. Come suggerisce lo psicologo Luca Mazzucchelli nel suo libro “L’era del cuore”, l'accettazione rappresenta quel passaggio ulteriore che possiamo (e dobbiamo) compiere, ossia quello di riuscire ad amare le difficoltà, in modo da ricevere “la spinta che ci permette di tirare fuori tutte le nostre potenzialità e vivere in maniera più completa, non nonostante il male, ma grazie ad esso”. 

 

Sembra quasi un’utopia, com’è possibile amare le difficoltà? Ebbene, questo succede quando abbiamo fatto nostra la forma mentis del cambiamento e della crescita, in contrapposizione al blocco e alla chiusura. Con questo non intendo dire che non dobbiamo più provare emozioni negative, è del tutto normale reagire con rabbia o sconforto ad un momento di crisi, ma tali emozioni devono riguardare solo il momento iniziale. Ciò che deve seguire è l’analisi della situazione, l’accettazione e la riflessione su cosa sia possibile fare per adattarsi nonostante la complessità del momento.

 

Proprio su questo principio si basa l’antifragile descritto dal saggista e matematico Nassim Nicholas Taleb, vale a dire, un soggetto in grado di trarre beneficio ed adattarsi utilizzando a suo favore i fattori di stress. Simile al concetto di resilienza, che è la capacità che permette di resistere e proteggersi da una situazione avversa, l’ “antifragilità” consente qualcosa di più: l’individuo migliora con l’intento di evolversi e adattarsi al nuovo contesto. Non è un comportamento di semplice salvaguardia del Sé; l’antifragile accoglie l’imprevisto e lo utilizza per migliorare, accettando gli errori e gestendo la complessità, traendone sempre beneficio.

 

La chiave sta quindi nell’accogliere il cambiamento come un’opportunità di crescita e nel continuo evolversi per ri-adattarsi  positivamente. Evolvere significa progredire, svilupparsi, e questo diventa possibile grazie alla nostra capacità e al desiderio di imparare. A tal proposito, Sarah Furlan consiglia di adottare un agility mindset, vale a dire un “assetto mentale” basato sulla cultura dell’apprendimento e sullo sviluppo di conoscenze. Questo approccio ci consente di avere nuove consapevolezze e di pensare ed agire con modalità che normalmente non metteremmo in pratica; tutto ciò che ci consente di acquisire nozioni ed aumentare la preparazione in determinati campi fa sì che possiamo davvero vedere le situazioni con nuovi occhi e che riusciamo ad adottare punti di vista diversi. Il cambiamento ci rende capaci di fronteggiare le difficoltà senza farci spaventare dalle sfide che incontriamo, consentendoci di provare azioni sempre diverse. In quest’ottica dobbiamo quindi essere flessibili, recettivi alle novità e motivati ad una trasformazione continua, che ci permetta di sviluppare la nostra antifragilità. 

 

Il modo in cui vediamo il mondo ed affrontiamo le sfide determina il nostro benessere. Come disse Eraclito, “il carattere dell’uomo è il suo destino”.

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