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Atti del quinto incontro su Smart Working e Accomodamenti Ragionevoli: Il Gender Gap: il divario di genere nel

2020-09-03 17:35

Chiara Tonnoni

Atti del quinto incontro su Smart Working e Accomodamenti Ragionevoli: Il Gender Gap: il divario di genere nel mondo del lavoro

Questo incontro in parte prosegue e integra il tema della figura del Disability Manager, anche grazie al prezioso apporto della nostra ospite la Dott.

Questo incontro in parte prosegue e integra il tema della figura del Disability Manager, anche grazie al prezioso apporto della nostra ospite la Dott.Ssa Consuelo Battistelli che ricopre questa posizione, fra le altre, per IBM Italia. IBM è da sempre una delle aziende leader, non solo nel settore della tecnologia e dell’informatica, ma anche nell’area dell’inclusione e delle pari opportunità.

 

L’incontro di Giovedì 2 Luglio apre anche al tema di grande attualità del Gender Gap: la disuguaglianza di genere che si riscontra a livello globale e in modo marcato in Italia, fanalino di coda nel Gender Gap Index (l’indice che mostra l’ampiezza e la portata del divario di genere nel mondo) delle “economie mature avanzate”. La pandemia e il conseguente lockdown hanno portato milioni di persone a lavorare da casa senza essere state propriamente formate. Uno dei problemi più evidenti è stata la divisione degli spazi fisici e temporali fra vita privata e lavoro. Anche in questo caso, la categoria che ne ha maggiormente risentito e che ha dovuto fare più compromessi sono state le donne e le madri in particolare. Come ci ha puntualmente spiegato Anida Hilviu, questa informazione non deve sorprendere perché ancora alla donna, anche se lavoratrice, è comunque richiesto di occuparsi quasi esclusivamente della casa e della cura dei figli. Dalle statistiche che già ci vedevano arretrati rispetto ai paesi dell'Europa, i dati sul lavoro femminile post pandemia sono allarmanti e le statistiche di Eurofound e dell’Istituto Di Vittorio confermano i numeri del sondaggio di Utensilia.

 

Un altro dato assolutamente rilevante, coerente coi dati, è stata la quasi totale mancanza di donne in posizioni di rilievo durante la pandemia. Infatti, come ci fa notare Anida Hilviu, le uniche donne che abbiamo visto durante le lunghe dirette politiche e conferenze stampa della Protezione Civile erano interpreti LIS. Senza niente togliere all’importanza di queste professioniste fondamentali per l’accessibilità dell’informazione, la mancanza di donne in posizioni decisionali è stata evidente. Se spostiamo l’attenzione sulla situazione delle donne con disabilità i dati sono ancora peggiori. Il numero di donne con  disabilità attive nel mondo del lavoro è nettamente inferiore rispetto a quello della controparte maschile, che è già molto basso.

Ad approfondire il tema delle disuguaglianze nel mondo del lavoro, ma soprattutto di come porvi rimedio attraverso azioni attive e concrete, abbiamo avuto il piacere di ospitare al nostro seminario Consuelo Battistelli, Diversity Engagement Partner per IBM Italia. Consuelo ha ricoperto molti ruoli per IBM sempre nell’ambito delle risorse umane fra cui anche quello di Disability Manager. L’importanza di questo ruolo, che abbiamo presentato nello scorso seminario, è centrale sia nell’ambito dell’inclusione di persone con disabilità nel mondo del lavoro (di cui IBM è pioniera, datando la prima assunzione al 1914), che in quello più ampio di cercare soluzioni per l’inclusione a tutti i livelli. L’inclusione della diversità in ambito lavorativo, non solo come disabilità, ma anche diversità di genere, religione, orientamento sessuale e altro, sono tutti ambiti in cui il Disability Manager può intervenire.

 

L’interessante intervista che Anida Hilviu ha fatto a Consuelo Battistelli ha portato alla luce interessanti considerazioni, sia sul ruolo del Disability Manager, che rappresenta la “parte umana” e “creativa” delle HR, perché lavora sull’ascolto dei bisogni delle persone, ma perché per queste persone deve trovare soluzioni personalizzate e innovative. Il DM deve “stare in ascolto” dei bisogni, per creare accomodamenti ragionevoli ottimali per ogni persona, lavoro e azienda. Le soluzioni però non devono limitarsi solo alla parte tecnica, ma devono supportare anche la parte emotiva. L’importanza di questo aspetto più psicologico-emotivo-sociale è stata evidente su larga scala anche durante la pandemia, dove a livello nazionale c’è stata una grandissima attenzione alle soluzioni tecniche dell’emergenza (dovute e necessarie), ma una mancanza nel supporto psicologico e personale. Questa mancanza sta adesso facendo sentire le sue conseguenze.

 

Un altro aspetto su cui questo webinar si è concentrato è quello legato al divario salariale, ancora esistente in Italia e nel mondo, fra uomini e donne: il pay gap. Questa disparità che va oltre l’accesso al mondo del lavoro, è legata principalmente a uno stigma e a pregiudizi culturali. Il Disability Manager può avere un ruolo chiave nel cercare di abbattere e superare questa disparità culturale e può farlo soprattutto “seminando” oggi per raccogliere domani i frutti di questo lavoro. È necessario infatti ricordare che nonostante si sia fatto tanto negli ultimi decenni per arrivare ad una equità di fatto e i passi avanti siano evidenti in quasi tutti gli ambiti, siamo ancora estremamente lontani dal traguardo che, secondo il Global Gender Gap report, si raggiungerà solo fra 250 anni.

 

Per raggiungere l’obiettivo servono azioni concrete e Consuelo ci ha parlato di importanti strategie messe in campo da IBM nell’ambito del Work Life Balance, e di importanti iniziative per l’inclusione di donne nelle aree STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). L’impegno non si limita solo a fornire ai propri dipendenti questi strumenti e strategie, ma alla volontà di espandere e ampliare queste modalità attraverso la creazione di reti di aziende, università ed enti no-profit, e tramite seminari, eventi di sensibilizzazione e formazione in genere.

Questo seminario ha portato a galla molti problemi, disparità e disuguaglianze, ancora in essere nella nostra società (e non solo) spesso basati su pregiudizi radicati nella cultura di questo Paese, ma ci ha anche proposto soluzioni concrete. I miglioramenti sono già in atto, gli strumenti sono stati creati e sono costantemente implementati. Tante aziende e soprattutto tante persone lavorano nella direzione di una parità di opportunità a tutti i livelli.

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